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Aitia
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Gli mwbqmwbgAitia (dal termine greco mwbwαἴτιον, "origine", "causa") sono una raccolta di mwcaelegie del mwcqpoeta greco mwcgCallimaco, suddivisa in quattro libri.

La raccolta si componeva di una quarantina di mwdaelegie in mwdqdistici elegiaci che indagano sull'origine (prevalentemente mwdgmitica) di nomi, usanze, tradizioni o culti. I testi sono giunti fino a noi in modo molto frammentario e gran parte delle elegie ci è nota grazie alla tradizione indiretta, ovvero citazioni di altri autori.

Contents

Note

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Struttura dell'opera

Il primo libro della raccolta si apre con l'elegia contro i mwfwTelchini, concepita tardi rispetto alla composizione degli mwgaAitia, fortemente autobiografica e indispensabile per la funzione mwgqproemiale cui assolve. In quest'elegia Callimaco si scaglia contro coloro che "gracidano" contro la sua poesia poiché la ritengono inferiore al mwggpoema epico. È dunque proprio questo il genere letterario dal quale Callimaco maggiormente prende le distanze, privilegiando composizioni più brevi, più originali e più eleganti. Sempre in quest'elegia si delinea il rapporto callimacheo con le divinità e con le mwgwMuse, un rapporto fortemente innovativo poiché "smitizzato", ossia privato della dimensione sacra e incentrato su un piano mwhadialogico.

Infatti, le elegie dei primi due libri rappresentano proprio il dialogo dell'autore con le Muse, alle quali il poeta chiede informazioni come fosse un loro pari. La parte rimanente del primo libro narra dei riti sacrificali nell'mwhgisola di Paro, del mito degli mwhwArgonauti, dei sacrifici per mwiaEracle a mwiqLindo e delle escrologie (sacrifici con insulti) per lo stesso dio, della storia argiva di mwigLino e mwiwCorebo, della statua di Artemide Leucadia e di altri miti non ricostruibili.

Del secondo libro sappiamo molto poco, poiché di esso non abbiamo conservato le διηγήσεις (mwjqdieghéseis), ossia riassunti delle elegiecite-ref-1[1]. Esso comprendeva, in una successione che non conosciamo, le elegie sulla fondazione di alcune città della Sicilia, la storia di mwkgBusiride, il crudele re egizio ucciso da Eracle, e quella di mwkwFalaride, mwlatiranno di Agrigento.

Il terzo libro si apre invece con l'mwlgepinicio per mwlwBerenice, seguito da una brevissima elegia (circa 20 versi) sul sepolcro di mwmaSimonide ed una sulle fonti di mwmqArgo. A queste seguiva l'elegia più importante, quella di mwmgAconzio e mwmwCidippe, vero e proprio αἴτιον genealogico. Narra infatti di come i due giovani si siano sposati, attraverso lo stratagemma di Aconzio suggeritogli da mwnaEros, e dunque della nascita di una stirpe, quella degli Aconziadi, ancora esistente al tempo del poeta. Non si tratta dunque di un vero e proprio mito, ma piuttosto di un racconto locale, pieno di elementi che anticipano un genere letterario che di lì a poco avrà molta fortuna nel mondo ellenistico: il mwnqromanzo. A questa celeberrima elegia seguivano altre: il rito nuziale in mwngElide, i sacrifici umani a Isindo, mwnwArtemide dea del parto, Frigio e Pieria, Euticle di mwoaLocri.

Il quarto libro si apre invece con una nuova invocazione alle Muse, della quale si è conservato l'mwogincipit, a cui segue la trattazione di sedici αἴτια: le Dafneforie a mwowDelfi, il mwpacapro espiatorio di mwpqAbdera, il culto di mwpgMelicerte a mwpwTenedo, il sacrificio di Teodoto di Lipari, Limonide di Atene, il cacciatore presuntuoso, le mura pelasgiche ateniesi, Eutimo, la statua di Era di mwqaSamo, Pasicle di mwqqEfeso, Androgeo, Esidrete di mwqgTracia, Gaio il romano, l'ancora di Argo a mwqwCizico. Quest'ultima richiama l'elegia sullo stesso tema presente nel primo libro.

Sempre nell'ultima parte dell'opera si trova l'elegia sulla mwrqchioma di Berenice, a noi nota, oltre che per il breve frammento conservato, per la celeberrima traduzione mwrgcatulliana.

Come conclusione e introduzione ai "Giambi", il poeta elogiava la sua mwsaCirene e, richiamando l'investitura poetica da parte delle Muse, dichiarava di passare "al pascolo pedestre delle Muse"cite-ref-2[2], alludendo proprio alla poesia satirica.

Note

cite-note-11. Contenute in un papiro conservato a Milano.
cite-note-22. Fr. 112, 9 Pf.

Voci correlate

• mwwqÁition

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Causes, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.